Il contributo analizza la figura del rischio da ricerca universitaria all’estero in contesti in cui è presente una elevata fragilitĂ a livello istituzionale e politico-sociale. Questi ultimi, a causa delle particolari tensioni che li caratterizzano, rappresentano una fonte di possibile esposizione della persona a situazioni di pericolo strettamente collegate al tipo di ricerca che viene condotta sul campo ed alla sua attitudine ad intercettare interessi pubblici sensibili. La riflessione viene sviluppata con riguardo alla particolare condizione dei dottorandi, evidenziando un percorso che, dalla dimensione legislativa conduce ad un’indagine a campione in merito alla disciplina recata dalle singole universitĂ in tema di svolgimento di attivitĂ di ricerca all’estero. In questa prospettiva, lo studio delle risposte che il diritto amministrativo può offrire a questo problema si concentra sulla necessitĂ di strutturare un procedimento di valutazione che, da un lato, sia idoneo ad individuare “ex ante” delle misure di mitigazione del richiamato rischio e dall’altro a monitorare “ex post” gli atti autorizzatori rilasciati dai competenti organi accademici.
(Abstract a cura dell’Autore)Â

