Il contributo ha ad oggetto il reclutamento dei professori universitari in Italia, di cui l’Autore ricostruisce l’evoluzione storica, descrivendo le sue diverse fasi dal 1865 ad oggi. Ciò, al fine di trarre due “lezioni”: una di metodo e l’altra di merito. La prima eÌ€ che i volenterosi riformatori hanno l’onere di dimostrare che i benefici attesi dal cambiamento della disciplina del reclutamento possano realmente essere ottenuti, soprattutto in un’epoca di risorse finanziarie decrescenti. La seconda eÌ€ che, soprattutto in assenza di un assetto competitivo come quello delle universitaÌ€ anglosassoni, la sostituzione dei meccanismi locali di reclutamento a quello nazionale rischia di comportare un rapido e forse irreversibile abbassamento dei livelli qualitativi, oltre a problemi tutt’altro che lievi sotto il profilo dell’equitaÌ€, in rapporto agli studiosi piuÌ€ giovani.
(Abstract a cura della Redazione dell’Osservatorio)

